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sorgente: Wikipedia 

Napoli

Napoli (AFI: /ˈnapoli/[4] ascolta[?·info]; Nàpule in napoletano, pronuncia [ˈnɑːpulə] o [ˈnɑːpələ]) è una città italiana di 968 736 abitanti[2], terza in Italia per popolazione, capoluogo della omonima città metropolitana e della regione Campania, centro di una delle aree metropolitane più popolose dell'Unione europea.[N 1].

Fondata dai Cumani nell'VIII secolo a.C., fu tra le città più importanti della Magna Græcia[5][6], grazie al rapporto privilegiato con Atene[7], ed esercitò una notevole influenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti[8] tanto da diventare il centro della filosofia epicurea in Italia. Dopo il crollo dell'Impero romano, nell'VIII secolo la città formò un ducato autonomo indipendente dall'Impero bizantino; in seguito, dal XIII secolo e per circa seicento anni, fu capitale del Regno di Napoli. Divenuta capitale del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone, ebbe un intenso periodo di sviluppo socioeconomico culminato in una serie di primati civili e tecnologici[9][10] tra cui la costruzione della prima ferrovia in Italia.[11][12] Dopo l'annessione al Regno d'Italia soffrì di un sensibile declino[13] esteso anche a tutto il sud Italia.[14][15] Per motivi storici, sociali, culturali, economici, artistici, politici ed ambientali è stata, dall'evo antico sino ai giorni nostri, una delle città cardine d'Occidente.[16]

Sede della Federico II, la più antica università statale d'Europa,[17] ospita altresì l'Orientale, la più antica università di studi sinologici ed orientalistici del continente[18] e la Nunziatella, una delle più antiche accademie militari al mondo, eletta patrimonio storico e culturale dei Paesi del Mediterraneo da parte dell'Assemblea parlamentare del Mediterraneo.[19] Luogo d'origine della lingua napoletana, ha esercitato ed esercita un forte ruolo in numerosi campi del sapere, della cultura e dell'immaginario collettivo a livello nazionale ed internazionale.

Centro della filosofia naturalistica del rinascimento[20] e centro illuminista di livello europeo[21], è stata a lungo un punto di riferimento globale per la musica classica e l'opera attraverso la scuola musicale napoletana,[22] dando tra l'altro origine all'opera buffa.[23]

Città dall'imponente tradizione nel campo delle arti figurative, che affonda le proprie radici nell'età classica, ha dato luogo a movimenti architettonici e pittorici originali, quali il rinascimento napoletano[24][25] e il barocco napoletano,[26] il caravaggismo,[27] la scuola di Posillipo[28] ed il Liberty napoletano,[29] nonché ad arti minori ma di rilevanza internazionale, quali la porcellana di Capodimonte[30] ed il presepe napoletano.[31]

È all'origine di una forma distintiva di teatro,[32] di una canzone di fama mondiale[33] e di una peculiare tradizione culinaria[34] che comprende alimenti che assumono il ruolo di icone globali, come la pizza napoletana.[35]

Il centro storico di Napoli è il più vasto d'Europa e nel 1995 è stato riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità.[36] Nel 1997 l'apparato vulcanico Somma-Vesuvio è stato eletto dalla stessa agenzia internazionale (con il vicino Miglio d'Oro, in cui ricadono anche i quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli) tra le riserve mondiali della biosfera.[37]


Clima
Napoli gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi e estati calde e secche, ma comunque rinfrescate dalla brezza marina che raramente manca sul suo golfo. Secondo la classificazione Köppen, Napoli, nella sua fascia costiera, appartiene alla zona Cs′a ovvero clima temperato con aridità estiva e massimo precipitativo in autunno[40]. Il sole splende mediamente per 250 giorni l'anno.[41] La particolare conformazione morfologica del territorio del capoluogo, comunque, è tale da fare in modo che la città possieda al suo interno differenti microclimi, con la possibilità quindi di incontrare variazioni climatiche anche significative spostandosi di pochi chilometri. Ad esempio, più continentale rispetto al centro della città risulta essere la zona di Capodichino, al pari della maggior parte dei quartieri della zona nord del capoluogo, come Poggioreale o Secondigliano. Anche la zona dei Camaldoli, a causa della maggiore altitudine, si caratterizza per un clima leggermente più freddo nei mesi invernali, ed un clima meno afoso in quelli estivi.
Secondo la classificazione climatica italiana, Napoli è ubicata nella zona C.

Monumenti e luoghi d'interesse
Napoli è una delle città mondiali a maggior densità di risorse culturali e monumenti, che ne testimoniano l'evoluzione storico-artistica. Il centro storico, nel 1995, è stato inserito dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità con la seguente motivazione:
« Si tratta di una delle più antiche città d'Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell'Europa e al di là dei confini di questa. »
Esso è il risultato di sovrapposizioni di stili architettonici racchiusi in circa 2 800 anni di storia, a testimonianza delle varie civiltà che vi hanno soggiornato. Su un territorio relativamente poco esteso è presente un inestimabile patrimonio di architetture, siti archeologici, dipinti, sculture, ecc.. L'eredità di questa storia millenaria si può comunque ammirare anche in tutta la città e nei suoi dintorni, che rendono Napoli un enorme museo diffuso.
L'area interessata dalla tutela comprende 14 quartieri. Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Chiaia, San Ferdinando, Stella, San Carlo all'Arena, San Lorenzo e Vicaria e parte delle colline del Vomero e Posillipo. I quartieri San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, San Lorenzo e Vicarìa, nello specifico, costituiscono il nucleo antico, corrispondente in buona parte all'area dei decumani.
Tuttavia, la scarsa valorizzazione e la mancanza di fondi per eventuali restauri, fa sì che parte di tale patrimonio, in particolare quello corrispondente al centro antico, ovvero all'area dei decumani, versi in rovina o in stato di degrado[99] (sono circa duecento[100] le chiese che solo nel centro storico hanno gravi problemi strutturali, altrettanti i palazzi; ma anche fontane, obelischi, architetture antiche, ecc.). Per superare questo problema, un accordo siglato tra regione Campania, comune e Ministero dei Beni Culturali, ha fatto sì che venissero stanziati nel giugno 2012 dall'Unione europea 100 milioni di euro per eseguire anche[N 6] lavori di restauro dei monumenti del centro storico più a rischio.[101][102]

Architetture religiose
Le catacombe cristiane che sorsero fuori le mura rappresentano le prime testimonianze di arte, storia e architettura della Napoli cristiana e che per secoli caratterizzarono la vita socio-religiosa della città.
Certosa di San Martino
Le varie dinastie straniere che hanno caratterizzato la storia di Napoli, influenzarono notevolmente anche la religiosità della città; nei secoli successivi la città fu saldamente legata alla controriforma, sotto il dominio degli Asburgo di Spagna.[103] Le chiese di Napoli, con i relativi chiostri, sono testimonianze artistiche, storiche ed architettoniche formatesi nell'arco di diciassette secoli; ad esse, seppur in maniera indiretta, sono legate per lo più le vicende storiche della città.
Data la cospicua presenza sul territorio e dato il prestigio degli artisti che vi hanno lavorato al loro interno, gli edifici religiosi costituiscono una parte fondamentale del patrimonio monumentale cittadino. La Certosa di San Martino, realizzata su fondamenta gotiche, è uno dei più riusciti esempi del barocco, mentre la cattedrale è quella di Santa Maria Assunta, anche se ne esistono molte altre di altrettanto grandi ed importanti: la basilica reale pontificia di San Francesco di Paola, la chiesa della Trinità Maggiore, la chiesa dei Girolamini, la chiesa di San Domenico Maggiore, la basilica di Santa Chiara con la navata in stile gotico provenzale lunga 130 metri ed alta 45, la basilica di San Paolo Maggiore, la basilica santuario di Santa Maria del Carmine Maggiore, la basilica di Santa Maria della Sanità, la chiesa di Sant'Agostino Maggiore, la chiesa di San Lorenzo Maggiore, la chiesa di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli, la chiesa di San Giovanni Maggiore ed altre ancora.
(FR)
« Ce qui nous a paru le plus extraordinaire à Naples, c'est le nombre et la magnificence de ses églises; je puis vous dire sans exagérer que cela surpasse l'immagination »
 (IT)
« La cosa che ci è sembrata più straordinaria, a Napoli, è il numero e la magnificenza delle sue chiese: posso dirvi, senza esagerare, che ciò oltrepassa l'immaginabile »
Chiesa di San Domenico Maggiore
Chiesa dei Girolamini
Nel XVII secolo a Napoli vi erano un centinaio di conventi e monasteri,[105] mentre circa 500 chiese nel XVIII secolo, tanto che le valse il soprannome di città dalle 500 cupole.[106]
In epoca più moderna, i 181 bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno sottratto alla città più di sessanta chiese monumentali. Molte chiese proibite, dalle porte sbarrate da secoli o abbandonate senza custode, invece, continuano a possedere opere di alto valore artistico, come ad esempio la chiesa di Santa Maria della Sapienza su via Costantinopoli, quella dei Santi Severo e Sossio in largo San Marcellino o come quella dei Santi Marcellino e Festo, solo occasionalmente accessibile.[107]
Napoli ha circa un migliaio di chiese,[100] il che la pone tra le città con il più alto numero di edifici di culto al mondo.[108] Se si considerano solo le chiese storiche, il numero è particolarmente elevato; esse arrivano a superare infatti le 200 unità nel solo centro antico[109] e le 350 nell'intero centro storico.[110]
Numerosissime anche le edicole sacre di Napoli,[111] mentre un centinaio sono i chiostri monumentali[105].
La città possiede inoltre numerose aree cimiteriali monumentali. Il cimitero più vasto e quello storicamente ed artisticamente di maggior rilievo è il cimitero di Poggioreale, uno dei maggiori d'Europa che vede tra i punti di maggiore interesse il cosiddetto "quadrato degli uomini illustri", dove riposano alcune delle personalità che hanno dato lustro alla città. Un'altra parte importante da segnalare è quella della chiesa di Santa Maria del Pianto dalla quale si può giungere alle cappelle private di Totò, Eduardo Scarpetta ed Enrico Caruso.
Di particolar pregio è anche il cimitero delle Fontanelle (sebbene sia considerato una sorta di catacomba, la più vasta, legata a rituali pagani che un normale cimitero).

Tradizioni e folclore
La ricca e storica tradizione popolare di Napoli e la sua cultura millenaria hanno determinato nel corso del tempo un sentimento di napoletanità che sintetizza diverse abitudini e credenze del popolo locale. Questi elementi, alcuni dei quali anche pittoreschi e talune volte caricaturizzati, determinano così nel napoletano l'acquisizione di un'identità solida ed una forte appartenenza alla città, riassumendo addirittura il contesto folcloristico e culturale dell'intera regione ed in alcuni casi anche dell'Italia.[142]
Il bagaglio culturale, che va dalla musica alla cucina, dai riti sacri alle credenze mistiche, fa sì che alla città vengano associati diversi stereotipi che, in alcuni casi, vengono anche allargati al contesto nazionale. Pizza, sole, tarantella e mandolino, quattro simboli di Napoli,[N 12] sono infatti annoverati e riconosciuti come i più classici simboli (utilizzati alcune volte con accezione dispregiativa) dell'Italia nell'immaginario collettivo internazionale.
 Il rito dello scioglimento del sangue di San Gennaro
Tante altre invece sono le parole o le immagini che sintetizzano e rappresentano l'identità stereotipata napoletana: come il Vesuvio; il corno o il munaciello, che testimoniano la superstizione popolare; la mozzarella, simbolo assieme alla pizza della cucina napoletana e italiana; la tombola[143] tipico gioco natalizio che viene accompagnato alla smorfia napoletana,[143] altra invenzione popolare napoletana quest'ultima usata anche per il gioco del lotto, molto diffuso in città; poi c'è Pulcinella, una delle maschere italiane più famose e spesso usata per rappresentare l'italiano; infine vi è l'iconografia classica del vicolo napoletano, dominato dai bassi e dai panni stesi lungo la strada.[142]
Tra i riti religiosi invece, dominano la storica arte presepiale napoletana,[143] per rappresentare la scena della Natività; il miracolo di San Gennaro, che testimonia tutta la devozione religiosa del popolo ed in particolare, l'amore verso questo santo; ed infine il culto della Madonna dell'Arco.